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| Titolo: I guardiani del destino Regista: George Nolfi Anno: 2010 Genere: Fantascienza Nazionalità: USA Attori principali: Matt Damon, Emily Blunt, Daniel Dae Kim, Terence Stamp, John Slattery, Anthony Mackie, David Alan Basche, Shohreh Aghdashloo, Michael Kelly, Anthony Ruivivar
Trama: In una Mahnattan funestata da incubi e presagi, David Norris, un brillante ex alunno della Fordham University, è un membro del congresso a cui si prospetta una brillante carriera politica. Dopo aver incontrato la giovane e splendida ballerina Elise Sella, scopre che strane circostanze impediscono il loro rapporto. Norris sospetta che alcune potenti e misteriose figure, chiamate "guardiani", tramino per tenerlo separato da Elise; decide quindi di scoprirne il motivo.
Commenti: La fantascienza sta iniziando a diventare di moda, credo, da dopo l'uscita di "Inception". Mi risulta difficile pensare all'esistenza di un film come "I guardiani del destino" se prima non ci fosse stato un "Inception" a preparare il grande pubblico a certi aspetti della fantascienza. Ora, in realtà le due pellicole non hanno niente in comune, e "I guardiani del destino" deriva comunque dall'ispirazione del racconto "Squadra riparazioni" di Philip K. Dick, ma le analogie dal punto visivo e scenografico, e l'appartenenza a un certo filone di sci-fi particolare, rendono i due film inquadrabili nello stesso tipo di genere. Chi legge questo blog saprà che Dick è tra i miei scrittori preferiti e che i film tratti dalle sue opere mi sono sempre tendenzialmente piaciuti parecchio. Adoro la fantascienza dickiana, molto particolare e cupa. In questo "I guardiani del destino" si sente poco l'impronta del modello dickiano, e si fa spazio alla storia d'amore e alla suspence. Sempre in analogia con "Inception", in cui secondo me si sarebbe potuto osare ben di più dal punto di vista onirico anziché indugiare sull'action, anche in questo film il difetto principale è un forte sbilanciamento tra le parti. A una prima lunga, e lenta, parte sulla suspence, sulla scoperta dei guardiani e sui dialoghi filosofici su Libero Arbitrio e simili, segue una seconda parte, molto più stringata, di action e fantascienza vera e propria, quella della fuga attraverso le porte. Read the whole post...
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